
A Verona si dice “San Zen che ride e paparele calde”,
modo di dire citato anche in una poesia del poeta
veronese Berto Barbarani.
Il detto è riferito alla sorridente statua di San Zeno,
del XII° secolo, nell’omonima basilica. Scherzosamente i
veronesi attribuiscono il sorriso del Santo alla pancia
piena di paparele, ovvero di tagliatelle.
A Verona di solito le paparèle si cucinano in brodo di
carne e si arricchiscono con fegatelli.
Questa è la versione che amiamo proporre ai nostri
clienti affinché possano scoprire Verona anche
attraverso questo delizioso piatto tipico.
Le paparele in brodo coi fegadini è un piatto leggero e
nutriente che si presta a ben introdurre il carrello dei
lessi; lessi accompagnati da uno dei capisaldi della
cucina veronese: la pearà.
|