VERONA ROMANA

ETA’ ROMANA: VERONA ROMANA


Urbanistica e vie di comunicazione

Per la sua posizione favorevole agli spostamenti e agli scambi commerciali Verona godette fin dall’epoca romana di buon prestigio diventando Municipium nel 49 a. C. e fu considerata a ragione una delle maggiori città della penisola.I Romani la inclusero nel loro tracciato stradale più importante, all'incrocio della via Augusta con la via Gallica e la via Postumia, quest’ultima del 148 a. C., e la fondarono conferendo all’impianto urbanistico le caratteristiche proprie delle città romane,imperniate sull’asse viario del Cardine e del Decumano Massimo, impianto ancora leggibile percorrendo le vie del centro o salendo alla terrazza panoramica di Castel San Pietro.Girare per Verona e trovare pietre ornate di antichi fregi, scritte latine e dediche, è abbastanza comune. Parte delle pietre degli antichi monumenti sono state riutilizzate in epoche successive come materiale da costruzione di antichi palazzi e dimore del centro storico. Anche gli scavi a Verona risultano problematici perché il sottosuolo è ancora ricco dei resti di antichi edifici e di manufatti artistici.


L’anfiteatro romano

L’anfiteatro ha preso il nome di Arena, probabilmente per l’uso della sabbia (rena) nella cavea. L’Arena forma un’ellisse con l’asse maggiore interno di 75, 68 metri e quello minore di 44,43 metri.Costruito in età flavia, nel I secolo d. C., è il terzo più grande anfiteatro romano al mondo,dopo il Colosseo di Roma e l’anfiteatro di Capua (Napoli).In origine l’Arena conteneva 30.000 spettatori e aveva un ulteriore anello esterno, il terzo,caduto in seguito al terremoto del 1117, di cui è rimasto solo un piccolo tratto chiamato ala.Se ci sono spettacoli lirici vi consigliamo di prenotarvi un posto; converrete poi con noi che ne sarà valsa la pena. Le opere godono di allestimenti scenografici prestigiosi esuggestivi. Di grande impatto emozionale è l’ouverture delle opere, con la gradinata e la cavea illuminata da migliaia di piccole luci, ad opera degli spettatori.


Mura dell’imperatore Gallieno

La struttura muraria, di cui rimane una piccola parte dietro l’anfiteatro, fu realizzata con materiali di spoglio provenienti da una necropoli esterna alle mura. Il tutto fa ritenere probabile, secondo gli storici, che l’imperatore Gallieno giudicasse indispensabile dotare in tempi brevi la città di una ulteriore cinta muraria che inglobasse l’anfiteatro a causa di incombenti pericoli dall’esterno. Un’iscrizione posta su Porta Borsari racconta la costruzione delle mura di Gallieno in soli otto mesi, dal terzo giorno di aprile al quarto di dicembre.


Museo Lapidario Maffeiano

Nel Settecento un insigne e nobile studioso veronese Scipione Maffei, pensò di riordinare tutto il materiale epigrafico romano, greco e medievale raccogliendolo e catalogandolo all’interno di un’unica struttura: il Museo Lapidario Maffeiano di Piazza Bra.2


Arco dei Gavi

Accanto a Castel vecchio potete vedere l’Arco dei Gavi del I secolo d.C.L’Arco onorario, che celebrava la Gens Gavia, si trovava in origine al centro del corso,davanti al castello. E’ possibile individuarne la collocazione originaria per la segnalazione con pietre chiare sul selciato del corso. Fu spostato nel 1805.


Porta Borsari

Porta Borsari o dei Borsàri e una delle antiche porte della città romana. Il nome deriva dai bursarii, una sorta di esattori che nel medioevo riscuotevano qui i dazi vescovili. In epoca romana era chiamata Porta Iovia. Fu edificata nel I° sec. a.C. e rinnovata del I° sec. d.C.


Il Foro

In piazza delle Erbe, in epoca romana, si intersecava il Decumano massimo con il Cardine,dando origine al Forum.Il foro rappresentava il centro civile, politico e religioso della prima città romana che occupava dentro la cinta muraria una superficie di circa 440.000 mq.Sotto il tardo-barocco Palazzo Maffei sono ancora visibili le rovine del Capitolium e di un tempio a Giove mentre a ovest della piazza si trovavano i grandi edifici della Curia e della Basilica.L’attuale piano stradale e alto quasi quattro metri in più, rispetto a quello d’epoca romana,proprio per la presenza di una sedimentazione rovinosa degli imponenti edifici che incorniciavano il forum romano.La statua di Ercole, su palazzo Maffei, è di epoca romana.


Madonna Verona

Tra le bancarelle potete vedere la fontana il cui invaso in marmo proviene probabilmente dalle antiche terme romane. Anche la statua di Madonna Verona è di origine romana, del I secolo d. C. . La statua tiene nelle mani un cartiglio con la scritta latina:


"EST JUSTJ LATRIX URBS HAEC ET LAUDIS AMATRIX"

Verona è una città portatrice di giustizia e amante di lode


La stessa scritta è stata ripresa e incisa all’interno di Sala Gozzi a Palazzo Barbieri, sede delle riunioni del Consiglio Comunale cittadino.Madonna Verona, mancante di testa e braccia fu fatta completare da Cansignorio nel 1368.


Scavi del Cortile del Tribunale

Per quanto riguarda l'età romana, lo scavo ha restituito pavimenti musivi e strutture di abitazioni, collocabili fra il primo e il secondo secolo d.C. .


Porta dei Leoni

La prima cinta di mura correva lungo l'attuale via Leoncino fino a una delle porte cittadine, Porta dei Leoni. Oggi è visibile solo la facciata interna alla città antica, in pietra bianca della Valpantena ed il basamento di una delle due torri. La porta segnava il limite sud-orientale della città romana.Le statue dei leoni che ornavano un sarcofago trovato accanto alla Porta dei Leoni, e che hanno dato il nome alla porta medesima, sono stati collocati vicino al ponte delle Navi.Entrambe le porte cittadine (Porta Leona e Porta Borsari), sono del I sec. d.C. .Da Porta Leona entrava il Cardine Massimo, identificabile con Via Cappello. Il Decumano Massimo, ora corso Portoni Borsari, aveva il suo ingresso in Porta Iovia o Porta Borsari.La porta era alta 13 metri ed era a pianta quadrata, aveva doppi fornici sulle facciate e gallerie nei piani superiori. Due torri poligonali raccordavano la porta alle mura.


Ponte Romano

Il ponte, la cui costruzione viene fatta risalire al I secolo a. C., ha subito diversi rimaneggiamenti, fino alla ricostruzione del 1957/59, dopo la distruzione bellica.Verso la fine del ponte noterete un foro in pietra bianca calcarea pesantemente scalfito: è segnato dalle funi con cui si ormeggiavano i barconi e le chiatte che transitavano sul fiume, trasportando merci e legnami.


Teatro Romano

Attraversato il fiume su Ponte Pietra, si giunge al Teatro Romano. Fino al XVIII secolo, iresti del teatro erano nascosti sotto una cortina di costruzioni. Soltanto la costanza diAndrea Monga, munifico cittadino veronese che acquistò gli edifici e li demolì, hapermesso di riportare in luce uno dei più interessanti monumenti del primissimo periodoimperiale (I secolo d. C.). Il teatro fu edificato tagliando il colle di S. Pietro eriutilizzandone la pietra. Oggi nel teatro si tengono rappresentazioni estive di prosa,un’esperienza suggestiva alla quale un turista non può rinunciare. In origine il teatro erainserito scenograficamente tra due ponti: il ponte Pietra e il ponte Postumio e sisviluppava armonicamente tra terrazze e loggiati. Da visitare sicuramente è l’area del teatro e il Museo Archeologico all’interno dell’area.


Il complesso del Duomo

Sul lato destro del fiume si estende il complesso del duomo con la cattedrale di Santa Maria Matricolare. Il luogo, in epoca romana, era il quartiere termale. Nella chiesa diSant’Elena e nel chiostro del duomo sono state recuperati importanti resti di unaantichissima basilica paleocristiana (IV-V sec. d.C.) .


Santo Stefano

Santo Stefano fondata su un’area cimiteriale è una delle prime chiese di Verona e segna il declino del mondo romano. La sua costruzione è da collocarsi tra il IV e il V secolo. Qui venivano sepolti i Vescovi in epoca paleocristiana e fino all’VIII secolo.


Chiesa di San Procolo

San Procolo fu il quarto vescovo di Verona. La chiesa a lui dedicata ne conserva le spoglie.La prima erezione fu nel periodo paleocristiano, tra il V o VI secolo d. C., sopra unanecropoli pagano-cristiana situata lungo la via Gallica. La prima attestazione è dovutaall'elogio funebre dell'arcidiacono Pacifico nell’846, in un elenco di opere da lui costruiteo restaurate. Dopo il terremoto del 1117 la chiesa fu completamente rifatta.